DA L’ULTIMO LIBRO DI POESIE: “PRENDI IL MIO NOME” (2013)

Claudia e te.

 

Mi leggerai da capo a piedi?

Userai i miei sospiri come pagine?

Toccherai le mie parole minuscole

che col tuo fiato saranno aquiloni?

L’altra sera, ricordi?

Ricordi?

Ricordi?

Tutto, al nostro incontro,

si trasformava in uva.

Tutto era piacere,

anche il sentirsi armati e meschini.

E tu mi parlavi,

e stordivi il tempo e l’acqua di fronte

che ci guardava,

e noi guardavamo lei

pensando ad altro.

A che pensi?

Penso a cosa mangiano i pesci,

a cosa farò domani,

penso se tu sei la donna giusta,

quella che serve a dimenticare.

E tu, a che pensi?

Penso a quello che mangerò domani,

a cosa ha detto quella donna

al suo amico sul tram,

penso se tu sei l’uomo giusto,

quello che serve a dimenticare.

Abbiamo scacciato il nostro rabbuiarsi

come si fa con le mosche

E non c’è voluto niente.

– guarda che cos’ho-

E frugando nelle tasche

hai sparso baci nell’aria

come si fosse a carnevale.

Io giocavo ad acciuffarli,

e qualcuno lo prendevo,

te lo facevo vedere tra le mani

come un uccellino,

come un trofeo.

 

Tu premiavi i miei sforzi

con nuovi schiocchi,

e poi si tornava a ridere,

di tutto,

anche di come si era maldestri

nel chiamarsi amore.

 

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