Dicono di Lei

“Versi di una moderna ed eclettica poetessa” di Stefania Giudice:

“Letteratura Pigra” è il primo libro di poesie di Claudia D’Angelo
«Quando mi hai preso la mano sembravamo due bambini che non chiedono di più, per chiamarlo amore, che i propri pollici strofinarsi». Nel momento in cui si pensa alla poesia vengono subito in mente i grandi nomi del passato, che con le loro rime e le loro parole accarezzavano il cuore, smuovevano le menti ed emozionavano lo spirito. Ma la poesia non è qualcosa che appartiene solo a un’epoca lontana. È tutt’oggi ben viva e con la sua intensità, con la sua forza o delicatezza, con il suo essere malinconica o gioiosa, continua a scandire i nostri tempi, a svelare i nostri sentimenti più profondi e a nobilitarli. Moderni poeti danno vita a piccole gemme preziose. Vai all’articolo completo.

 

Silvia Lotti e Silvio Benedetto, ossia “i Silvi”!

La tua poesia aleggia ancora nelle pareti del nostro Teatro negli Appartamenti, dunque grazie per averle condivise con noi, ma grazie anche per il tuo sorriso, la tua trasparenza, ma soprattutto per la schietta difesa della verità senza false sovrastrutture, ossia ragnatele maledettamente cristallizzanti tessuti dai falsi pudori.

 

Dangerous D’Angelo recensione dello spettacolo a cura di Ilario Pisanu 

La sensuale ed istrionica Claudia D’Angelo presenta sul palco del sempre accogliente (a parte la mega-fila!) Teatro Trastevere la sua opera “Dangerous D’Angelo – Nemico pubico”.

Un vero e proprio one woman show dove in quattro monologhi Claudia D’Angelo viviseziona e analizza la difficile comunicazione e il difficile rapporto tra uomo e donna.

Lo fa con ironia, con sensualità, con parole forti dette al posto giusto al momento giusto, senza mai cadere nel banale e nel volgare.

Scenografia vuota, o quasi. Lei, premiere dame al centro del palco, affiancata da un maggiordomo-schiavo, Amedeo, muto e perso d’amore per lei (e se è quel “famoso” Giorgio lì, mi son perso un bel manzetto al matrimonio di Giuliana). Complimenti alla mamma.

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”POETRY SLAM” IN TRASTEVERE. LIBERTA’ D’ESPRESSIONE POETICA NEI LUNEDI’ DI ”LETTERE CAFFE”.”Dal quaderno personale al condivisibile” di Silvia Buffo

Claudia D’Angelo racconta:’ogni lunedì  tutti aspettano- fuori al Caffé-  la più grande poetessa: mi piace giocare sul divismo. Prendo i nomi di chi vuole partecipare. Li metto dentro un vaso di vetro e declamo la poesia come intro: poi presento i poeti e al vincitore donerò una bottiglia di vino. L’atmosfera è naïfbohémien, dionisiaca a tal punto che la poesia è una subordinazione dello spettacolo e quello che accade a “Lettere Caffé” di lunedì non succede da nessuna parte. Siamo in un periodo in cui non si fa altro che ribadire che c’è la crisi, che non c’è lo stipendio e non c è amore. Tutti hanno un cane perché non riescono a dare amore al proprio uomo o alla propria donna. E’ un periodo in cui siamo demoralizzati, spaventati. Abbiamo dimenticato la grinta e l’amore come anche la poesia che è vista come qualcosa di lontano ma è dentro ognuno. Per questo alla poesia si deve dare un accesso popolare. Fare spettacoli di poesia è sensazionale: la poesia è come un sogno in cui non si deve capire tutto. E’ un’occasione: la stanchezza si dissolve, la vita personale non esiste.

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“Il Poetry Slam al Lettere Caffè di Roma. Una piccola, divertente isola di anticonformismo”  di Nicola Leonzio

Il Lettere Caffè di via di S. Francesco a Ripa, in Trastevere, è un locale di ormai lunga tradizione che ospita con successo eventi letterari e musicali, da sempre animato da uno spirito aperto, democratico e sensibile alle novità.

Ogni lunedì, all’incirca verso le 22,30, vi si svolge un affollatissimo evento chiamato Poetry Slam, bizzarra e divertentissima ribalta di poeti di ogni genere, guidata con insuperabile maestria dalla folle, disinibita e geniale Claudia D’Angelo, oltreché attrice nota nel panorama off della capitale, poetessa lei stessa di ottimo livello. Il Poetry Slam è una gara bislacca e sgangherata ad eliminazione decisa dal pubblico, che può votare per alzata di mano o, perfino, di mani e piedi; in palio, una bottiglia di vino. Il linguaggio dell’arengo spazia dal lirico, al postribolare, all’ambiguo, al sublime e i poeti che si sfidano possiedono caratteristiche socio-psico-antropologiche di grande appeal e simpatia; l’evento finisce per essere una via di mezzo tra l’happening improvvisato, la corrida e la performance estemporanea di scrittori molto atipici, tra i quali è possibile rinvenire sempre un tocco di gustosa, autoironica irregolarità e, talora, di autentico talento; la vulcanica Claudia dirige lo show con consumata perizia, inserendo siparietti surreali ( come quello di passarsi lo stick sotto le ascelle o di fingere orgasmi o svelare una coscia in giarrettiera ) e interloquendo con pubblico e protagonisti col mestiere consumato dei comici da avanspettacolo, degnamente supportata da un contesto decisamente anticonformistico e ridanciano. Il locale non è molto grande e, se volete godervi quel che accade, vi conviene arrivare con un po’ di anticipo per trovare un posto a sedere. I prezzi delle consumazioni ai tavoli sono in linea con la filosofia di chi gestisce il Lettere Caffè, quindi molto contenuti, e il divertimento è assicurato.

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Lettera di Silvestro Sentiero, grande poeta vivente a Claudia D’Angelo 

In questo maggio pieno di caldo e folate cocenti, ho rivisto te, mia claudia tenerona, mia creatura generosa sempre pronta per la festa del tuo stesso corpo, la tua stessa voce e tutto quanto è la tua personalità che ci regali.

Si sta davanti a te come a un balletto, e se, è vero che sei di natura malinconica, io ho sposato ogni tua sfaccettatura, eleggendo a trofeo persino la tua ora malevola che, anche in piena estate, talvolta ti ritrova a combattere la gelata del tuo retroterra.

E ti voglio bene, mia ragazza dorata, per il lungo tempo che abbiamo impiegato a curare l’uno l’altro, pur nella distanza. Tu a me, io a te, noi; un dono agli occhi dell’altro.

E non ci sarà mai divisione, perché fummo entrambi scolpiti da mano invisibile, con la roccia del dolore che adesso ci vuole decisi fino in fondo, ci vuole forti, per sostenerci ancora quando la bufera imperversa nei nostri cervelli fitti di poesia.

Arrivederci, mia preziosa amica, e facciamo che ti protegga ogni cosa dorata, facciamo che il dorato sia un inno e una sacralità, tu stessa con una gestualità d’oro fine, e ogni slancio un evento d’oro. Persino la tua voce, la tua suadente voce, brilli di raggi dorati e infonda splendore negli angoli bui, là dove è sempre notte pesta.

Mia giovane avventuriera, Silvestro ti saluta riempiendo ancora i tuoi saccocci di una santa fiducia per tutte le scelte che stai adottando.

La fiducia in te, viene dagli abissi, dalle grotte sottomarine, da quei fondali lungo i quali la stessa fiducia che ti porgo ha mantenuto intatta purezza.

Dunque costruisci pure il tuo veicolo della giostra. Inventalo come meglio ti pare. Esso potrà avere risonanza propria.

Silvestro Sentiero ( Visita il suo sito personale)

 

 

 

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